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Gonnosfanadiga, novantaseimila euro per la pulizia del rio Piras

L’amministrazione comunale prosegue nell’opera di manutenzione e abbellimento dei locali di proprietà comunale come le scuole

Prevenire il rischio di pericolose alluvioni partendo dalla pulizia dei corsi d’acqua che attraversano il territorio di Gonnosfanadiga. Così il Comune tempo fa ha presentato alla Regione una richiesta di finanziamento per poter pulire e fare un’azione di diserbo del rio Piras. Ora dagli uffici regionali come rimarca il sindaco Andrea Floris: «Abbiamo avuto una risposta della Regione: ci vengono riconosciuti 96mila 140,18 euro da utilizzare negli anni 2027 e 2028. Questo importante contributo ci consentirà, con un modesto cofinanziamento dei nostri fondi, di continuare a mantenere l'alveo del Rio in ordine anche per i prossimi anni, dando continuità al lavoro che ormai da quattro anni ci vede intervenire nel merito. Continuiamo nel frattempo a lavorare presso la provincia per ottenere il loro intervento nel tratto extraurbano del rio Piras, in particolare a monte dell'abitato».Così potrà essere realizzato questo importante lavoro di pulizia, nel frattempo l’amministrazione comunale prosegue nell’opera di manutenzione e abbellimento dei locali di proprietà comunale come le scuole. Sono state imbiancate diverse aule e anditi nei due plessi di piazza Vittorio Emanuele e via Foscolo ed è stata sistemata anche l'aula multimediale di via Foscolo. In questo modo gli studenti delle scuole del paese hanno trovato delle aule più accoglienti e più funzionali ai bisogni formativi. ...

Pabillonis, Giovannino Porcu il primo sindaco dopo il fascismo

Giovannino Porcu nacque a Pabillonis il 30 luglio del 1916 da Adelaide Pinna e da Felicino Porcu, che morì in combattimento nella prima guerra mondiale

Dall’elezione a sindaco di Marco Tuveri, avvenuta il giugno scorso, sono passati ottant’anni da un avvenimento importante che cambiò e caratterizzò la vita politica e amministrativa del paese. A Pabillonis si svolsero il 17 marzo 1946, come in molti comuni italiani, le prime consultazioni democratiche del dopoguerra. Fu Giovannino Porcu, maestro elementare a essere eletto, dai cittadini pabillonesi: il primo sindaco ad insediarsi nel palazzo Liberty dei primi del ‘900 dove era ubicato il comune. Nel periodo fascista, dal 1923 al 1944, l’amministrazione pubblica era stata gestita, infatti, da commissari e podestà: dal 1923 al 1926 era presente un commissario prefettizio; nel 1926 - 1928 era stato nominato il podestà Felice Cherchi; nel periodo 1928 - 1931 di nuovo un commissario prefettizio, nel 1932 - 1939 il podestà Francesco Erdas e nel 1940-1944 ancora un podestà, con Modestino Muru. Nel biennio 1944-1945, periodo di transizione seguito alla caduta del fascismo e dalla fine della guerra, l'amministrazione del paese venne affidata, invece, al sindaco Genesio Espis, nominato per decreto della prefettura, in attesa del ripristino delle regolari consultazioni elettorali che videro poi l'elezione di Giovannino Porcu. Queste votazioni segnarono, inoltre, anche l'introduzione del suffragio universale, permettendo, per la prima volta, alle donne di esercitare il proprio diritto di voto e di essere elette nelle istituzioni locali. Tra i membri di quella prima assemblea civica del dopoguerra, con a capo Giovannino Porcu, figuravano alcuni cittadini tra i più conosciuti e benvisti del paese. Tra questi vi era anche Guglielmo Cirronis, classe 1922, un reduce che aveva combattuto come artigliere e che appena un anno prima, il 30 luglio del 1945, aveva fatto rientro a casa, dopo una serie di avvenimenti vissuti durante la guerra e che ricordava anche da centenario (morì a 102 anni). Giovannino Porcu era nato a Pabillonis il 30 luglio del 1916 da Adelaide Pinna e da Felicino Porcu, che il 10 dicembre 1916, all’età di 29 anni, morì in combattimento nella prima guerra mondiale, in una località della provincia di Gorizia. Fu un’immane tragedia per la famiglia e cagionò tanto dolore alla moglie Adelaide che dovette oltretutto, allevare, da sola, il piccolo Giovannino, nato pochi mesi prima della scomparsa del marito. Ma la vedova non si scoraggiò, riversò sul figlio tutte le attenzioni, lo accudì amorevolmente, lo seguì negli studi e grazie all’aiuto anche di qualche parente, riuscì a fargli conseguire il diploma magistrale e diventare, in seguito, maestro elementare. Terminati gli studi, Giovannino s’integrò, ben presto in paese dove si distinse per la sua intelligenza, le sue caratteristiche culturali, per il suo carattere socievole e la disponibilità verso le iniziative che venivano organizzate, o meglio si cercava di organizzare nella comunità, in quel periodo difficile del dopo guerra. Era appassi ...

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